
Storia e modernità
La Società Fiduciaria nella Storia
Molti sono gli istituti giuridici che nel corso della storia sono stati utilizzati per tutelare l’integrità dei grandi patrimoni, in particolare dalle conseguenze più nefaste delle frequenti attività militari dei capifamiglia, sia allo scopo di tutelare l’erede al titolo e la continuità della famiglia che allo scopo di difendere il patrimonio stesso da confische e usurpazioni.
Possiamo ricordare il fedecommesso romano sopravvissuto con alterne interpretazioni fino alla riforma napoleonica, alle società dei fondi rustici e ad altri istituti del diritto canonico, questi ultimi finalizzati soprattutto ad evitare confische e nazionalizzazioni.
L’evoluzione dell’attività economica, lo sviluppo dell’attività dei banchieri e dei mercati di capitali ha trasferito l’attenzione di questi strumenti dal problema fondiario a quello di garantire forme di riservatezza e di corretta amministrazione mobiliare, spesso finalizzate a contenere l’impatto fiscale sui patrimoni.
In Italia le società fiduciarie vengono recepite dalla legislazione nel 1939 con la legge n° 1966; anche se esse già esistevano ed operavano, pur non essendo le loro prerogative definite in forza di legge. La società fiduciaria fu codificata alcuni mesi dopo la promulgazione delle leggi razziali che impedivano agli ebrei italiani di ...essere proprietari o gestori di aziende dichiarate interessanti la difesa della Nazione... e di aziende di qualunque natura che impieghino cento o più persone, né avere di dette aziende la direzione né assumervi comunque, l'ufficio di amministrazione o di sindaco... e secondo alcuni osservatori la legge sulle fiduciarie del 1939 fu fatta proprio con lo scopo di dare stabile protezione ai patrimoni delle influenti famiglie ebraiche italiane, evitando così un forte deflusso valutario e anche al fine di evitare turbolenze nell’azionariato delle più importanti società anonime che rappresentavano allora l’ossatura del sistema finanziario e industriale nazionale, consentendo così la continuazione dell’amministrazione di aziende e patrimoni.
Nasce così la fiduciaria-schermo, finalizzata ad occultare la reale proprietà e a garantire l’anonimato del capitale finanziario, che tanto ha fatto scrivere negli anni dell’insorgente anticapitalismo, in particolare a riguardo di patrimoni di incerta origine celati dietro il velo di una o più fiduciarie.
Il contrasto alla criminalità organizzata, particolarmente incentrato sulla sua attività finanziaria e di riciclaggio, ha portato a nuove norme molto più restrittive dell’anonimato e sulla possibilità di opporlo alla magistratura penale, terminando quasi definitivamente un’epoca e con essa molte illazioni.
La Fiduciaria Moderna
Oggi la società fiduciaria non è più da considerare come uno strumento finalizzato ad occultare la reale proprietà di un bene, ma come una struttura professionale, riconosciuta, autorizzata e monitorata dalla autorità governativa, operante come un intermediario abilitato a gestire sotto forma di intestazione fiduciaria, partecipazioni, quote, titoli e obbligazioni, conti correnti, o più in generale beni, per conto di un mandante privato che intende tutelare al massimo livello consentito la propria discrezione e la propria privacy.
La riservatezza della società fiduciaria è oggi opponibile a tutti, con limitate e ovvie eccezioni come nel caso dell’autorità giudiziaria nel corso di un procedimento penale o della Polizia Valutaria in caso di violazioni della normativa antiriciclaggio, o alcune altre fattispecie minori.
Di fatto la legge attribuisce alle società fiduciarie questa facoltà richiedendo però uno scrupoloso rispetto della norma di neutralità fiscale e di tutta la normativa antiriciclaggio e dei suoi complessi adempimenti, creando così la necessità per le fiduciarie di dotarsi di un retrosportello attrezzato e professionale, favorendo in questo le strutture di maggiori dimensioni.
In questo contesto alcune società fiduciarie più attente hanno sviluppato la loro struttura professionale per la realizzazione di servizi come “terza parte”, operante sulla base di un ruolo di tipo “notarile”, di una autorizzazione ministeriale e di un controllo pubblico che può arrivare al commissariamento in caso di irregolarità a danno del cliente.
Oggi in Italia sono autorizzate ad operare come società fiduciaria di amministrazione meno di trecento società, di cui oltre cinquanta sono partecipate o controllate da istituti di credito o da rilevanti gruppi finanziari, oltre duecento sono società di studio di limitate dimensioni; le rimanenti hanno realizzato una politica di crescita sia dimensionale che professionale attorno ad un nucleo di professionisti diventati imprenditori del settore fiduciario.
La società Fiduciaria San Babila S.p.A. si pone al vertice di questo segmento del mercato grazie ad una proprietà professionale e dinamica, senza dipendenze da gruppi creditizi o finanziari, un organo direttivo rappresentativo e bilanciato tra commercialisti, avvocati e uomini d’azienda, e una solida struttura professionale di retrosportello che garantisce lo scrupoloso assolvimento degli obblighi di legge. Tutto questo ha consentito una costante prudente crescita della clientela e della massa fiduciata.
Molti sono gli istituti giuridici che nel corso della storia sono stati utilizzati per tutelare l’integrità dei grandi patrimoni, in particolare dalle conseguenze più nefaste delle frequenti attività militari dei capifamiglia, sia allo scopo di tutelare l’erede al titolo e la continuità della famiglia che allo scopo di difendere il patrimonio stesso da confische e usurpazioni.
Possiamo ricordare il fedecommesso romano sopravvissuto con alterne interpretazioni fino alla riforma napoleonica, alle società dei fondi rustici e ad altri istituti del diritto canonico, questi ultimi finalizzati soprattutto ad evitare confische e nazionalizzazioni.
L’evoluzione dell’attività economica, lo sviluppo dell’attività dei banchieri e dei mercati di capitali ha trasferito l’attenzione di questi strumenti dal problema fondiario a quello di garantire forme di riservatezza e di corretta amministrazione mobiliare, spesso finalizzate a contenere l’impatto fiscale sui patrimoni.
In Italia le società fiduciarie vengono recepite dalla legislazione nel 1939 con la legge n° 1966; anche se esse già esistevano ed operavano, pur non essendo le loro prerogative definite in forza di legge. La società fiduciaria fu codificata alcuni mesi dopo la promulgazione delle leggi razziali che impedivano agli ebrei italiani di ...essere proprietari o gestori di aziende dichiarate interessanti la difesa della Nazione... e di aziende di qualunque natura che impieghino cento o più persone, né avere di dette aziende la direzione né assumervi comunque, l'ufficio di amministrazione o di sindaco... e secondo alcuni osservatori la legge sulle fiduciarie del 1939 fu fatta proprio con lo scopo di dare stabile protezione ai patrimoni delle influenti famiglie ebraiche italiane, evitando così un forte deflusso valutario e anche al fine di evitare turbolenze nell’azionariato delle più importanti società anonime che rappresentavano allora l’ossatura del sistema finanziario e industriale nazionale, consentendo così la continuazione dell’amministrazione di aziende e patrimoni.
Nasce così la fiduciaria-schermo, finalizzata ad occultare la reale proprietà e a garantire l’anonimato del capitale finanziario, che tanto ha fatto scrivere negli anni dell’insorgente anticapitalismo, in particolare a riguardo di patrimoni di incerta origine celati dietro il velo di una o più fiduciarie.
Il contrasto alla criminalità organizzata, particolarmente incentrato sulla sua attività finanziaria e di riciclaggio, ha portato a nuove norme molto più restrittive dell’anonimato e sulla possibilità di opporlo alla magistratura penale, terminando quasi definitivamente un’epoca e con essa molte illazioni.
La Fiduciaria Moderna
Oggi la società fiduciaria non è più da considerare come uno strumento finalizzato ad occultare la reale proprietà di un bene, ma come una struttura professionale, riconosciuta, autorizzata e monitorata dalla autorità governativa, operante come un intermediario abilitato a gestire sotto forma di intestazione fiduciaria, partecipazioni, quote, titoli e obbligazioni, conti correnti, o più in generale beni, per conto di un mandante privato che intende tutelare al massimo livello consentito la propria discrezione e la propria privacy.
La riservatezza della società fiduciaria è oggi opponibile a tutti, con limitate e ovvie eccezioni come nel caso dell’autorità giudiziaria nel corso di un procedimento penale o della Polizia Valutaria in caso di violazioni della normativa antiriciclaggio, o alcune altre fattispecie minori.
Di fatto la legge attribuisce alle società fiduciarie questa facoltà richiedendo però uno scrupoloso rispetto della norma di neutralità fiscale e di tutta la normativa antiriciclaggio e dei suoi complessi adempimenti, creando così la necessità per le fiduciarie di dotarsi di un retrosportello attrezzato e professionale, favorendo in questo le strutture di maggiori dimensioni.
In questo contesto alcune società fiduciarie più attente hanno sviluppato la loro struttura professionale per la realizzazione di servizi come “terza parte”, operante sulla base di un ruolo di tipo “notarile”, di una autorizzazione ministeriale e di un controllo pubblico che può arrivare al commissariamento in caso di irregolarità a danno del cliente.
Oggi in Italia sono autorizzate ad operare come società fiduciaria di amministrazione meno di trecento società, di cui oltre cinquanta sono partecipate o controllate da istituti di credito o da rilevanti gruppi finanziari, oltre duecento sono società di studio di limitate dimensioni; le rimanenti hanno realizzato una politica di crescita sia dimensionale che professionale attorno ad un nucleo di professionisti diventati imprenditori del settore fiduciario.
La società Fiduciaria San Babila S.p.A. si pone al vertice di questo segmento del mercato grazie ad una proprietà professionale e dinamica, senza dipendenze da gruppi creditizi o finanziari, un organo direttivo rappresentativo e bilanciato tra commercialisti, avvocati e uomini d’azienda, e una solida struttura professionale di retrosportello che garantisce lo scrupoloso assolvimento degli obblighi di legge. Tutto questo ha consentito una costante prudente crescita della clientela e della massa fiduciata.
